BRINDISI MONTAGNA (PZ)
🌿 Panoramica storica e culturale, dalle origini fino ai tempi recenti del mio PAESE🌿
Le origini e le tracce antiche
- Nel territorio comunale sono state rinvenute testimonianze di insediamenti umani fin dal III secolo a.C..
- Gli scavi e i reperti spazierebbero dall’età del bronzo / eneolitico fino all’epoca bizantina (X secolo d.C.)
- Durante l’Alto Medioevo, nel borgo e nel territorio circostante, si stabilì una comunità monastica di rito basiliano nella Badia di Santa Maria dell’Acqua Calda, probabilmente legata alla presenza di una sorgente termale o d’acqua “calda”.
Queste tracce suggeriscono che la zona fosse abitata e attraversata da popoli e comunità per millenni, anche se con periodi di maggiore e minore densità o importanza.
Il Medioevo, i feudatari e la ricostruzione
- Nel 1268, con decreto regio, Carlo I d’Angiò affidò il feudo di Brindisi (con Anzi) a Guidone da Foresta, designandolo “primus dominus Brundisii de Montanea et Ansiae”.
- Il borgo allora era già attestato con “fuochi” (famiglie/tetti): nel 1277 si contavano 136 fuochi, equivalente a circa 700 abitanti.
- Il feudo mutò proprietari in vari periodi: dai Foresta ai De Hugot, poi a Gerardo d’Yvort, fino al ritorno al demanio regio quando non vi furono eredi.
- Il castello che domina il borgo, spesso chiamato Castello Fittipaldi, ha origini medievali (intorno al 1200) come fortificazione strategica.
- È attestato come “castrum Brundusii de Montana” negli “Statuta Officiorum” emanati da Federico II nel 1240, dove figura fra i castelli demaniali del giustizierato di Basilicata.
- Il castello fu concepito per controllare la valle del Basento, dato che il fiume e i tratturi collegavano le zone interne con la costa ionica.
- Nel tempo, la fortificazione perse funzione bellica e divenne residenza nobiliare, subendo varie trasformazioni nel corso dei secoli.
- Il castello è stato restaurato e riaperto al pubblico il 13 ottobre 2018.
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- Un evento disastroso: nel 1456, un forte terremoto danneggiò gravemente il contado (ovvero la zona circostante) e il borgo, che rimase disabitato per un certo periodo.
- Intorno al 1535 circa (metà ‘500), il paese fu rifondato con l’arrivo di coloni greco-albanesi provenienti da Corone (o “Albani della Morea”), guidati da Lazzaro Mathes, su invito del feudatario Pietro Antonio Sanseverino.
- Queste famiglie ricostruirono l’abitato alle pendici del castello, spesso su ruderi di antiche strutture greco-bizantine.
- I cognomi delle famiglie insediate sono ancora oggi documentati: ad esempio Barbati, Bellezza, Bianco, Greco, Scura, Truppa ecc.
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- Nel corso dell’età moderna, il feudo di Brindisi Montagna passò di mano a varie famiglie nobili: dai Sanseverino ai D’Erario, agli Antinori, ai Battaglia, fino ai Fittipaldi.
- La Badia basiliana, successivamente trasformata in Grancia di San Demetrio nel 1503, divenne una grande azienda agricola-monastica (gestita da “monaci laici”) e prosperò fino al Settecento.
- Con le leggi napoleoniche e la soppressione degli ordini religiosi nel 1806, la Grancia fu dismessa e passò in proprietà privata, per essere poi ceduta al Demanio intorno al 1925.
Dall’Unità d’Italia fino a oggi
- Durante i moti del 1799, anche Brindisi Montagna partecipò ai fermenti rivoluzionari: in piazza si eresse un “albero della libertà” sotto la guida del sacerdote Don Fabrizio De Grazia.
- Nel periodo post-unitario (anni 1860 in poi), la zona fu teatro di brigantaggio e insorgenze contadine.
- Nel corso del Novecento, il paese, come molti comuni lucani, conobbe fenomeni di emigrazione verso nord e all’estero, con diminuzioni demografiche.
- In epoca più recente, Brindisi Montagna ha valorizzato il suo patrimonio storico e naturale, promuovendo iniziative culturali, turistiche e ambientali.
- Un punto centrale è il Parco della Grancia, che si estende su circa 50 ettari. È considerato il primo parco storico-rurale d’Italia e ospita spettacoli, rievocazioni storiche, attività ambientali.
- Lo spettacolo multimediale “La storia bandita” è ormai simbolo culturale del borgo: ogni estate, nel parco della Grancia, viene raccontata in forma teatrale-cinematografica la storia del brigantaggio meridionale e in particolare la vicenda del brigante Carmine Crocco.
- Il castello, come già detto, è stato restaurato e reso visitabile dal 2018.
- Anche il tessuto urbano del borgo conserva l’impianto medievale con una via principale longitudinale e viuzze che si dipartono, influenzato da modelli bizantini.
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- Dal punto di vista amministrativo, Brindisi Montagna collabora con le istituzioni regionali e locali per la promozione del territorio, la gestione dei servizi e la valorizzazione del turismo rurale.
Linea del Tempo di Brindisi Montagna (PZ)
🏺 Età Antica (III sec. a.C. – X sec. d.C.)
- III sec. a.C. → Prime tracce di insediamenti umani nel territorio (ritrovamenti archeologici).
- Periodo bizantino → Nascita della Badia di Santa Maria dell’Acqua Calda, fondata da monaci basiliani.
⚔️ Medioevo (XI – XV secolo)
- 1240 → Il borgo è citato come castrum Brundusii de Montana negli atti di Federico II di Svevia.
- 1268 → Carlo I d’Angiò assegna il feudo a Guidone da Foresta.
- 1277 → Il paese conta circa 136 fuochi (famiglie).
- 1456 → Un violento terremoto devasta il borgo, che resta quasi disabitato per decenni.
🏛️ Rinascita e Feudalesimo (XVI – XVIII secolo)
- 1535 circa → Rifondazione del paese grazie a coloni greco-albanesi provenienti da Corone, guidati da Lazzaro Mathes.
- Il borgo si sviluppa ai piedi del Castello Fittipaldi, antica fortificazione medievale.
- 1503 – 1700 → La Grancia di San Demetrio (ex badia) diventa un importante centro agricolo e monastico.
- Il feudo passa tra varie famiglie nobili: Sanseverino, D’Erario, Antinori, Battaglia, Fittipaldi.
⚖️ Età Moderna (XVIII – XIX secolo)
- 1799 → Partecipazione alla Repubblica Partenopea: eretto l’“albero della libertà” in piazza.
- 1806 → Soppressione degli ordini religiosi; la Grancia diventa proprietà privata.
- 1861 → Dopo l’Unità d’Italia, il territorio è coinvolto nel brigantaggio lucano.
- 2 novembre 1861: Brindisi Montagna viene risparmiata da un assalto grazie alla nebbia che avvolge il paese.
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🌾 Novecento
- 1925 → La Grancia ritorna al Demanio statale.
- Dopo la Seconda guerra mondiale → Forti fenomeni di emigrazione verso il Nord Italia e l’estero.
- Anni ’70-’80 → Inizio di opere di valorizzazione culturale e turistica.
🎭 Età Contemporanea (XXI secolo)
- 1998 → Nasce il Parco della Grancia, primo parco storico-rurale d’Italia.
- Ogni estate si tiene lo spettacolo multimediale “La storia bandita”, che rievoca la vicenda del brigante Carmine Crocco.
- 2018 → Riapertura al pubblico del Castello Fittipaldi, dopo un importante restauro.
- Oggi → Brindisi Montagna è un borgo di circa 900 abitanti, parte del circuito dei borghi autentici della Basilicata, immerso nel verde e noto per la sua identità storica e culturale unica.
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