Vai ai contenuti

brindisi montagna - Donato Antonio Marsico

Salta menù


BRINDISI MONTAGNA (PZ)

🌿 Panoramica storica e culturale, dalle origini fino ai tempi recenti del mio PAESE🌿
Le origini e le tracce antiche
  • Nel territorio comunale sono state rinvenute testimonianze di insediamenti umani fin dal III secolo a.C..
  • Gli scavi e i reperti spazierebbero dall’età del bronzo / eneolitico fino all’epoca bizantina (X secolo d.C.)
  • Durante l’Alto Medioevo, nel borgo e nel territorio circostante, si stabilì una comunità monastica di rito basiliano nella Badia di Santa Maria dell’Acqua Calda, probabilmente legata alla presenza di una sorgente termale o d’acqua “calda”.
Queste tracce suggeriscono che la zona fosse abitata e attraversata da popoli e comunità per millenni, anche se con periodi di maggiore e minore densità o importanza.

Il Medioevo, i feudatari e la ricostruzione
  • Nel 1268, con decreto regio, Carlo I d’Angiò affidò il feudo di Brindisi (con Anzi) a Guidone da Foresta, designandolo “primus dominus Brundisii de Montanea et Ansiae”.
  • Il borgo allora era già attestato con “fuochi” (famiglie/tetti): nel 1277 si contavano 136 fuochi, equivalente a circa 700 abitanti.
  • Il feudo mutò proprietari in vari periodi: dai Foresta ai De Hugot, poi a Gerardo d’Yvort, fino al ritorno al demanio regio quando non vi furono eredi.
  • Il castello che domina il borgo, spesso chiamato Castello Fittipaldi, ha origini medievali (intorno al 1200) come fortificazione strategica.
    • È attestato come “castrum Brundusii de Montana” negli “Statuta Officiorum” emanati da Federico II nel 1240, dove figura fra i castelli demaniali del giustizierato di Basilicata.
    • Il castello fu concepito per controllare la valle del Basento, dato che il fiume e i tratturi collegavano le zone interne con la costa ionica.
    • Nel tempo, la fortificazione perse funzione bellica e divenne residenza nobiliare, subendo varie trasformazioni nel corso dei secoli.
    • Il castello è stato restaurato e riaperto al pubblico il 13 ottobre 2018.
  • Un evento disastroso: nel 1456, un forte terremoto danneggiò gravemente il contado (ovvero la zona circostante) e il borgo, che rimase disabitato per un certo periodo.
  • Intorno al 1535 circa (metà ‘500), il paese fu rifondato con l’arrivo di coloni greco-albanesi provenienti da Corone (o “Albani della Morea”), guidati da Lazzaro Mathes, su invito del feudatario Pietro Antonio Sanseverino.
    • Queste famiglie ricostruirono l’abitato alle pendici del castello, spesso su ruderi di antiche strutture greco-bizantine.
    • I cognomi delle famiglie insediate sono ancora oggi documentati: ad esempio Barbati, Bellezza, Bianco, Greco, Scura, Truppa ecc.
  • Nel corso dell’età moderna, il feudo di Brindisi Montagna passò di mano a varie famiglie nobili: dai Sanseverino ai D’Erario, agli Antinori, ai Battaglia, fino ai Fittipaldi.
  • La Badia basiliana, successivamente trasformata in Grancia di San Demetrio nel 1503, divenne una grande azienda agricola-monastica (gestita da “monaci laici”) e prosperò fino al Settecento.
  • Con le leggi napoleoniche e la soppressione degli ordini religiosi nel 1806, la Grancia fu dismessa e passò in proprietà privata, per essere poi ceduta al Demanio intorno al 1925.

Dall’Unità d’Italia fino a oggi
  • Durante i moti del 1799, anche Brindisi Montagna partecipò ai fermenti rivoluzionari: in piazza si eresse un “albero della libertà” sotto la guida del sacerdote Don Fabrizio De Grazia.
  • Nel periodo post-unitario (anni 1860 in poi), la zona fu teatro di brigantaggio e insorgenze contadine.
  • Nel corso del Novecento, il paese, come molti comuni lucani, conobbe fenomeni di emigrazione verso nord e all’estero, con diminuzioni demografiche.
  • In epoca più recente, Brindisi Montagna ha valorizzato il suo patrimonio storico e naturale, promuovendo iniziative culturali, turistiche e ambientali.
    • Un punto centrale è il Parco della Grancia, che si estende su circa 50 ettari. È considerato il primo parco storico-rurale d’Italia e ospita spettacoli, rievocazioni storiche, attività ambientali.
    • Lo spettacolo multimediale “La storia bandita” è ormai simbolo culturale del borgo: ogni estate, nel parco della Grancia, viene raccontata in forma teatrale-cinematografica la storia del brigantaggio meridionale e in particolare la vicenda del brigante Carmine Crocco.
    • Il castello, come già detto, è stato restaurato e reso visitabile dal 2018.
    • Anche il tessuto urbano del borgo conserva l’impianto medievale con una via principale longitudinale e viuzze che si dipartono, influenzato da modelli bizantini.
  • Dal punto di vista amministrativo, Brindisi Montagna collabora con le istituzioni regionali e locali per la promozione del territorio, la gestione dei servizi e la valorizzazione del turismo rurale.
Linea del Tempo di Brindisi Montagna (PZ)
🏺 Età Antica (III sec. a.C. – X sec. d.C.)
  • III sec. a.C. → Prime tracce di insediamenti umani nel territorio (ritrovamenti archeologici).
  • Periodo bizantino → Nascita della Badia di Santa Maria dell’Acqua Calda, fondata da monaci basiliani.

⚔️ Medioevo (XI – XV secolo)
  • 1240 → Il borgo è citato come castrum Brundusii de Montana negli atti di Federico II di Svevia.
  • 1268 → Carlo I d’Angiò assegna il feudo a Guidone da Foresta.
  • 1277 → Il paese conta circa 136 fuochi (famiglie).
  • 1456 → Un violento terremoto devasta il borgo, che resta quasi disabitato per decenni.

🏛️ Rinascita e Feudalesimo (XVI – XVIII secolo)
  • 1535 circa → Rifondazione del paese grazie a coloni greco-albanesi provenienti da Corone, guidati da Lazzaro Mathes.
  • Il borgo si sviluppa ai piedi del Castello Fittipaldi, antica fortificazione medievale.
  • 1503 – 1700 → La Grancia di San Demetrio (ex badia) diventa un importante centro agricolo e monastico.
  • Il feudo passa tra varie famiglie nobili: Sanseverino, D’Erario, Antinori, Battaglia, Fittipaldi.

⚖️ Età Moderna (XVIII – XIX secolo)
  • 1799 → Partecipazione alla Repubblica Partenopea: eretto l’“albero della libertà” in piazza.
  • 1806 → Soppressione degli ordini religiosi; la Grancia diventa proprietà privata.
  • 1861 → Dopo l’Unità d’Italia, il territorio è coinvolto nel brigantaggio lucano.
    • 2 novembre 1861: Brindisi Montagna viene risparmiata da un assalto grazie alla nebbia che avvolge il paese.

🌾 Novecento
  • 1925 → La Grancia ritorna al Demanio statale.
  • Dopo la Seconda guerra mondiale → Forti fenomeni di emigrazione verso il Nord Italia e l’estero.
  • Anni ’70-’80 → Inizio di opere di valorizzazione culturale e turistica.

🎭 Età Contemporanea (XXI secolo)
  • 1998 → Nasce il Parco della Grancia, primo parco storico-rurale d’Italia.
  • Ogni estate si tiene lo spettacolo multimediale “La storia bandita”, che rievoca la vicenda del brigante Carmine Crocco.
  • 2018 → Riapertura al pubblico del Castello Fittipaldi, dopo un importante restauro.
  • Oggi → Brindisi Montagna è un borgo di circa 900 abitanti, parte del circuito dei borghi autentici della Basilicata, immerso nel verde e noto per la sua identità storica e culturale unica.
.
DONATO ANTONIO MARSICO
Esperto nel complicarmi la vita, così da avere sempre nuove soluzioni da inventare.
Torna ai contenuti
Icona dell'applicazione
Donato Antonio Marsico Installa questa applicazione sulla tua schermata principale per un'esperienza migliore
Tocca Pulsante di installazione su iOS poi "Aggiungi alla tua schermata"